giovedì 12 giugno 2008

Rane e Calabroni in equilibrio

Ecco due storielle che mostrano le conseguenze di due comportamenti opposti ed egualmente nocivi. Troveremo l'equilibrio ? Forse si, se non stiamo a pensarci su tutto il giorno però!

Il calabrone di Flaiano
Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili. Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po' si acquatta per riprendere forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo la lampada. Infine cade sul tavolo, zampe all'aria, la mattina dopo e' secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si puo' dire che non abbia tentato.

La rana bollita (e indisciplinata)
Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se la mettete in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne resterà ferma. Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante. All’aumento della temperatura da 21 a 27 gradi la rana non farà nulla. Anzi essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltare fuori dalla pentola. Perché? Perché l’apparato interno della rana che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi, nel suo ambiente, e non a quelli lenti e graduali.
Peter Senge - The Fifth Discipline

1 commento:

3D-ego ha detto...

Ma l'uomo moderno è più simile alla rana o al calabrone? O è addirittura un ranabrone?