martedì 31 dicembre 2019

Risposte 2019

Ecco alcune risposte date nel 2019

(le domande sono state fatte nel corso dell'anno, le risposte però non sono state date necessariamente subito ma, in alcuni casi, a distanza di tempo, creando così un eccezionale effetto nonsense nell'interlocutore):

RISPOSTE
L'ambito è volutamente generico
E' sul tavolo, vicino agli occhiali...
No, è finito ieri!
Bene, ma tu non ne prendi?
La nitroglicerina è sulla mensola
Si, ho moltiplicato tutto per 2
Ho chiuso, ho chiuso...
Stanco ma felice, però la prossima volta vado in bici.
Scherzi? E' infetto!
No che non mi giro
Non so, è tutto così vago
Petardi, solo quelli

Potete provare a indovinare le domande e scrivere le vostre ipotesi nei commenti. Vi risponderò completamente a caso.


lunedì 16 gennaio 2012

Il compito dell'artista

Il compito dell'artista è trovare un antidoto alla futilità dell'esistenza.

-Gertrude Stein (in Midnight in Paris di Woody Allen)-


Beh ! Questo si che ha senso. L'unica cosa sensata da fare è trovare antidoti all'insensatezza. Temporanei, particolari, validi per due minuti, il tempo di perdersi in un pensiero a tradimento o di farsi una risatina sotto i baffi. E aggiungo che conteniamo tutti un artista, magari è un pò seppellito dalle macerie delle nostre abitudini e avrà paura a venire allo scoperto ma se scavate c'è, ce l'ha anche chi ha avuto un'infanzia difficile. Non c'è bisogno di riscrivere Guerra e Pace, basta trovare qualcosa con cui giocherellare e farlo. E non c'è bisogno di condividerlo al di fuori di sè stessi anche se di solito è un sacco divertente.


Perciò sotto ragazzi !

mercoledì 30 giugno 2010

La ruota

La ruota gira, come diceva anche il gommista fischiettando. Oppure la ruota fischiava per il buco ? E il gommista ? Ma quante ne sa il gommista ? E se il gommista fosse di brooklyn ? Con la gomma sul carro-ponte ? E se poi il garzone del gommista fosse avvolto nel cerottone ? Allora tutto si spiegherebbe e nessuna tovaglia o lenzuolo starebbero piu' nel cassettone. Che poi il cassettone per sentirlo ci vorrebbe un registratorone e allora si' che ne sentiremmo delle belle.... Ma se poi improvvisamente ci accorgessimo che non sono belle e sono balle ? Non so, allora potrebbero essere anche di fieno e il fieno arriverebbe alla cascina della contadina straniera. Fiona, il fieno di Fiona e' il migliore ma il cavallo non lo saprebbe mai se il sarto lo abbassasse. Cosi', per puro diletto. Con ago e filo da torcere e torcetti che filano, di mozzarella. Per cui anche il pasticciere, che ha il negozio accanto, potrebbe dire la sua e dopo non si capirebbe piu' niente. Mica come adesso che e' tutto chiaro. Caro lei.

domenica 29 marzo 2009

Undo Esistenziale

Qui e' tutto un fiorire di Social Networking. La gente si ritrova su Facebook, si scambia consigli musicali su Last.fm, si dice cosa sta facendo su Twitter, si mette professionalmente in mostra su LinkedIn, esibisce le sue fotografie su Flicker, esplora e chatta su Second Life, blogga a destra e a manca.
Stiamo migrando le esistenze sulla rete, vantaggi e svantaggi.
Stasera ho ricevuto una richiesta di amicizia su Last.fm da un mio vecchio amico. E' proprio vecchio perche' ci conosciamo da piu' di 30 anni e piu' di 15 chili fa ! L'amicizia e' stata subito rinsaldata clickando l'apposito tasto.

E se avessi sbagliato bottone ? Se l'interfaccia utente fosse stata traditrice, se il tasto si fosse trovato in una posizione inaspettata ? Quali conseguenze ?

La richiesta di amicizia viene rifiutata.
Tocca restituirsi tutti i regali e ritirare le confidenze fatte. I saluti ai "tuoi" (.... e mi raccomando, salutami i tuoi!.. ). Poi bisogna cancellare o bruciare tutte le foto. Dimenticare le gite fatte assieme. I momenti brutti. I momenti belli. Le sere a discutere di politica e societa'. Quelle passate ascoltando e discutendo delle canzoni di Gaber, di quelle di Springsteen e De Andre'. Tutti quei film visti assieme. I pettegolezzi sulle amiche e gli amici. I libri letti in comune.
E poi bisogna scrivere tutte quelle mail e biglietti alle persone conosciute tramite l'altro. "Mi spiace, la persona attraverso cui ci siamo conosciuti non e' piu' nella mia esistenza e quindi neanche tu. Addio."

E' l' undo esistenziale. Una nuova funzionalita' ricca di nonsense.

Per la nostra generazione la cosa non e' ancora del tutto fattibile. Ma per quelle future le cui relazioni sociali potrebbero essere quasi interamente basate sul networking internet invece potrebbe essere realizzata. Aspettate a indignarvi e a invocare i vecchi tempi della 1st Life. Pensate prima anche ai vantaggi.
Scoprite che un vostro amico, una persona di cui vi fidate, e' in realta' un grosso stronzo. Si e' preso gioco di voi. Vi deve anche dei soldi. Click. Scomparso. Lui e quella fastidiosa sensazione di essere stati poco furbi. Magnifico.
E quella vostra ex che poi si e' scoperto che mentre eravate via vi mandava i bacini per telefono e intanto se la faceva con quell'altro ? Click, click. Via tutti e due. Rilassante...

A conti fatti direi che si tratta di un'ideona nonsense.

Ed ora tutti a letto !

sabato 24 gennaio 2009

La strana storia di Al Bicocca ed Ana Nasso

Vorrei raccontarvi la strana storia di Al Bicocca ed Ana Nasso. Si erano incontrati casualmente ad un cambio di stagione.
Lui proveniva dalla zona nord di Milano quartiere Bicocca. Era figlio oriundo di un padre gerundio che si chiamava Armando ma era pacifista.
Lei invece non proveniva. No. Lei faceva la spola, da piccola la spoletta, tra estate australe e inverno nucleare. Che bbomba ! commentavano quando passava a causa delle sue forme generose, ma era solo la spoletta appunto. Era di origine sudamericana, da cui il nome Ana. Il cognome invece l'aveva ereditato dal padre che era immigrato dalla Grecia - dall'isola di Naxos - fino in Sudamerica. Si era poi anche domandato perche', si era risposto come mai e si era riseduto senza aggiungere altro.

Fin qui niente di strano o quasi.

Al Bicocca era un lavoratore stagionale boreale. Nei mesi estivi dell'emisfero boreale lavorava. Il resto del tempo oziava. E pensava. Pensava a come farla Franca. Ma l'imitazione proprio non gli veniva. Allora penso' che doveva viaggiare e decise di partire. Ovviamente in inverno perche' come gia' detto in estate lavorava. Fu proprio questa decisione che rese possibile l'incontro con Ana.

Ana infatti con la faccenda della spola non si sapeva mai dove trovarla. Oggi era qui, domani li', dopodomani la'. Se ci ragionate anche lei aveva a che fare con l'estate, pero' con quella australe che coincide con l'inverno boreale. Si incasinarono talmente col ragionamento che dovettero chiamare un geografo col carro attrezzi per sgrovigliarlo.

Cosi' mentre lui partiva e lei arrivava ebbero la loro famosa occasione.
L'occasione fa l'uomo ladro, quando una combinazione fortuita di eventi fa trovare a portata di mano e con pochi rischi la possibilita' di impadronirsi di un oggetto senza lasciare traccia, a volte l'occasione fa l'uomo-ragno quando per prendere l'oggetto bisogna arrampicarsi molto in alto.

Nel caso di Al ed Ana l'occasione era nel cesto del "tutto ad un euro" davanti al quale si ritrovarono entrambi. Lui cercava un Lupetto in lana d'agnello - che a pensarci bene e' un bel paradosso - lei cercava una gonna di banane che invece e' una cosa perfettamente normale per una che si chiama Ana Nasso. Si guardarono e si piacquero subito. Decisero di partire per Acqui Terme la ridente cittadina piemontese. Ed e' qui, solo qui, ad Acqui che viene la cosa strana.

Al Bicocca ed Ana Nasso erano una coppia singolare. Non amavano il doppio gioco evitavano il 3x2 e viaggiavano in 4x4.
Quando gli proposero un TRIANGOLO dissero educatamente: "Caro geometra, la ringraziamo molto ma accettando la sua proposta usciremmo dal PERIMETRO di cio' che riteniamo alla nostra ALTEZZA. Solo su queste BASI possiamo costruire un SOLIDO avvenire nell'ARCO della nostra vita e quindi anche se lei ha toccato una CORDA sensibile dobbiamo fare QUADRATO e risponderle con un no, chiaro e TONDO !".
Cosi’ il geometra dovette andarsene col gatto a nove code tra le gambe. Ma era un geometra VENDICATTIVO e astioso. Cioe’ incline alla vendetta, cattivo e originario di Asti, cittadina non distante da Acqui. Non riusciva a mandare giu’ il rifiuto, come del resto disse anche il maiale cercando di ingoiare un’intero sacco di patate marce, e rimuginava astiosamente nella sua casa geometricamente perfetta di Asti.

Decise di fargliela pagare a quei due, di addebitargli lo smacco, lo smacchiatore e la tintoria. Cosi’ architetto’ un piano, anche se essendo solo un geometra dovette falsificare la firma.
Penso’ di attirare i due in un tranello, anzi in un mulinello, per la precisione in un frullatore con tre palle di gelato e due pale molto taglienti. Ci voleva una buona scusa, ma l’occasione era troppo ghiotta.

Al Bicocca era una persona molto dolce, con una bella pelle vellutata, lo avrebbe convinto facendo appello al suo senso del dovere. Anzi lo avrebbe convinto facendo l’appello. Al Bicocca ! Presente ! Invece Ana era un tipo piu’ aspro. Femminile si’, ma con una certa scorza che si era formata a causa dei suoi viaggi e del sole australe. Era piu’ matura di un tempo ed emanava una fragranza invitante. Quindi la soluzione era semplice, l’avrebbe invitata !

Lo fece. Li voleva frullare e ridurre a frappe’, in fondo se lo meritavano, pensava. Appello’ e invito’. Loro ci cascarono. Ma quando si trovarono li’, dentro al frullatore, un centimetro sopra le due lame taglienti, gia’ imbevuti di maraschino ad Acqui… successe la cosa strana. Il geometra che abitava ad Asti ma di origine Macedone, come dimostravano chiaramente i suoi intenti, esito’. In quel momento Al disse: “Andiamo a fare un giro !” Ana salto’ su’ con energia. Mischiamoci tra la folla !

Se ne andarono e il geometra si ritrovo’ a pensare che a volte la vita e’ strana ma piu’ spesso e’ una grande insalata che frutta delusioni.

martedì 13 gennaio 2009

Supercazzola

Erano anni (dal 1975) che mi domandavo cosa dicesse effettivamente il Conte Mascetti al Vigile, ora un benemerito ha scritto l'apposita voce su Wikipedia.
Che mondo fantastico e che tempi eccitanti che stiamo vivendo !

La supercazzola "originale" recitava così:
« Mascetti: Tarapia tapioco! Brematurata la supercazzora o scherziamo?
Vigile: Prego?
Mascetti: No, mi permetta. No, io, scusi noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai con cofandina; come antifurto, per esempio.
Vigile: Ma che antifurto, mi faccia il piacere! Questi signori qui stavano sonando loro. Non si intrometta!
Mascetti: No, aspetti, mi porga l'indice; ecco lo alzi così... guardi, guardi, guardi; lo vede il dito? Lo vede che stuzzica, che brematura anche. Ma allora io le potrei dire anche con il rispetto per l'autorità, che anche soltanto le due cose come vice-sindaco, capisce?
Vigile: Vicesindaco? Basta 'osì, mi seguano al commissariato!
Perozzi: No, no, no, attenzione, noo! Patente soppaltate secondo l'articolo 12 abbia pazienza, sennò, posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura...
Mascetti: ...senza contare che la supercazzora brematurata ha perso i contatti col tarapia tapioco.
Perozzi: ...dopo. »

giovedì 12 giugno 2008

Rane e Calabroni in equilibrio

Ecco due storielle che mostrano le conseguenze di due comportamenti opposti ed egualmente nocivi. Troveremo l'equilibrio ? Forse si, se non stiamo a pensarci su tutto il giorno però!

Il calabrone di Flaiano
Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili. Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po' si acquatta per riprendere forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo la lampada. Infine cade sul tavolo, zampe all'aria, la mattina dopo e' secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si puo' dire che non abbia tentato.

La rana bollita (e indisciplinata)
Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se la mettete in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne resterà ferma. Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante. All’aumento della temperatura da 21 a 27 gradi la rana non farà nulla. Anzi essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltare fuori dalla pentola. Perché? Perché l’apparato interno della rana che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi, nel suo ambiente, e non a quelli lenti e graduali.
Peter Senge - The Fifth Discipline